NATIVA è, dal 2010, un laboratorio dedicato a sviluppare e diffondere paradigmi rigenerativi. E’ stata la prima Società in Europa, nel 2012 ad adottare il modello di Benefit Corporation. Nel 2014 ha proposto la scrittura della legge sulle Società Benefit, introdotte nel nostro ordinamento nel 2016. E’ stata la prima B Corp in Italia, nel 2013. Per quindici anni NATIVA ha lavorato nel solco di una sola missione: accelerare la transizione verso modelli rigenerativi, in cui le organizzazioni producano valore economico, sociale e ambientale superiore al valore che estraggono, utilizzano. Quando un’organizzazione come NATIVA incontra una tecnologia come l’AI, non può limitarsi a “usarla”. Deve scegliere come e dove ammetterla, con quali confini, con quali doveri e con quali alleanze. NATIVA non è un AI Lab: non addestra modelli, non ne governa la genesi, non può ad oggi influenzarne i dati, i pesi e meccanismi che li governano. La nostra responsabilità inizia nel punto in cui un modello AI, già creato da altri, entra in contatto con NATIVA attraverso applicazioni e agenti che decidiamo di sviluppare e utilizzare. Da qui possiamo governare: scegliamo gli AI Lab e i modelli più allineati ai nostri valori, li configuriamo, li integriamo e decidiamo come utilizzarli. Questa Costituzione è il documento con cui NATIVA compie questa scelta. La scriviamo oggi, giugno 2026, in un’epoca dominata da una poli-perma-disruption: un flusso di cambiamento profondo e pervasivo che non si arresta. In questa epoca, due esigenze diventano non negoziabili. La prima è la velocità: senza adozione consapevole dell’AI, le organizzazioni rischiano di perdere il passo del cambiamento e, con esso, la capacità di esserne attori. La seconda è la direzione: andare veloci non basta, occorre andare veloci nel verso giusto. L’AI è una force for good solo se governata come tale; senza una bussola, accelera o crea nuovi problemi invece di risolverli. Ci ispiriamo, per scrivere questo documento, a tre famiglie di testi. La prima è quella delle grandi costituzioni democratiche del Novecento: la Costituzione della Repubblica Italiana del 1948, di cui ammiriamo l’impianto in principi fondamentali, parte sui diritti e parte sull’ordinamento; la Costituzione degli Stati Uniti d’America con il suo Bill of Rights; la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. La seconda è quella dei lavori emergenti sui principi guida dei modelli, come l’AI Constitution di Anthropic. La terza è quella dei testi fondativi del paradigma rigenerativo: le otto Sustainability System Conditions del Framework For Strategic Sustainable Development (Borman-Robért), il pensiero di Donella Meadows sui leverage points, la dottrina B Corp / Benefit Corp del making business a force for good. Da queste tre famiglie traiamo una scelta di forma e una scelta di sostanza. La forma è quella della Costituzione classica: i principi fondamentali, le parti dedicate ai doveri e ai diritti e una sulla governance. La sostanza è utilizzare l’AI come force for good, una tecnologia che può accelerare la transizione verso paradigmi rigenerativi. Questa Costituzione è il Livello 1 del sistema di governance dell’AI in NATIVA. Definisce i principi guida, i provider ammessi, le policy sui dati, le red lines, le soglie di autonomia, la supervisione umana, i criteri legali e reputazionali. Da essa discende il Livello 2, il NATIVA Operating System (NOS): l’infrastruttura AI di NATIVA, dove convergono la conoscenza dell’azienda, i modelli AI prescelti, i sistemi di retrieval che la rendono interrogabile, i protocolli che connettono gli agenti agli strumenti di lavoro, l’osservabilità e i controlli di accesso. Il NOS è il luogo in cui la Costituzione si fa codice: i suoi principi diventano system prompt, guardrail, identità, cataloghi di agenti, di strumenti, log e metriche di trasparenza. Discende ancora, al Livello 3, la flotta degli agenti: ognuno con il proprio compito e le proprie regole, capaci di specializzarsi ma mai di contraddire la Costituzione. Riconosciamo che ogni uso dell’AI consuma risorse della biosfera e genera effetti effetti collaterali indesiderati. Assumiamo come ambizione di lungo termine la misurazione del vero costo ambientale di ogni applicazione AI in nome di NATIVA, e ci impegniamo a ridurlo nel tempo. Riconosciamo, inoltre, che i modelli AI possono riflettere e amplificare i pregiudizi presenti nei dati su cui sono stati addestrati. Per questo trattiamo i loro output con spirito critico, soprattutto quando riguardano persone, gruppi o categorie. Preferiamo, dove possibile, modelli e provider che documentano in modo trasparente le proprie misure di mitigazione del bias, e teniamo aperta la riflessione su questo limite. Riconosciamo, infine, che l’AI suscita sentimenti diversi. C’è chi la guarda con entusiasmo e chi con timore, chi vi legge un’opportunità e chi una minaccia, chi non ha ancora capito e chi non ha ancora deciso. Riconosciamo tutti questi sentimenti come legittimi, anche dentro NATIVA. La nostra risposta a questi sentimenti è la cura: cura delle persone che animano NATIVA, dei clienti che la scelgono, delle relazioni umane che la attraversano, del modo di fare impresa. Questa Costituzione non chiede a nessuno di sentirsi in un modo o nell’altro: chiede di portare il proprio sentire nella conversazione. Siamo qui per ascoltare, parlare, dubitare e decidere insieme. Ed è in questo spirito che la presentiamo: non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di una conversazione. È un documento vivo. Sarà revisionata e riformata ogniqualvolta la realtà lo imporrà. Ogni nativer, ogni attore del nostro ecosistema, ogni stakeholder è chiamato a contribuire alla sua evoluzione. Entrate, la porta è aperta.
NATIVA · COSTITUZIONE AI · V3 · GIUGNO 2026
Prologo
Perché una Costituzione, perché ora
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